Statistica patologie

In Italia, l’esposizione all’amianto è causa di morte per circa mille persone all’anno.

Infatti, nel periodo 1988/97 sono stati rilevati 9.094 decessi (5.942 uomini e 3.152 donne) per tumore maligno della pleura. Questo è il dato emerso dal rapporto ISTISAN “La mortalità per tumore maligno della pleura nei Comuni italiani (1988-1997)” dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

malattie amianto

malattie provocate dall’amianto

Secondo la ricerca dell’ISS, nel corso degli anni ’90 in tutta Europa è stato documentato un aumento significativo della mortalità per tumore della pleura in relazione soprattutto con la diffusione dell’amianto avvenuta negli anni ‘50 e ‘60.

Nello stesso periodo, anche nel nostro paese, il rapporto ISTISAN ha riscontrato un incremento complessivo di casi di mortalità per mesotelioma pleurico. Il dato è stato registrato in misura maggiore nelle aree, segnalate negli studi precedenti, dove già era stato ampiamente accertato un nesso tra casi di tumore della pleura e presenza delle principali fonti di esposizione all’amianto (soprattutto di tipo professionale).

Ma è stato raccolto per la prima volta anche in comuni nuovi, per alcuni dei quali si può ipotizzare la presenza di amianto nei cicli produttivi e/o nell’ambiente.

Obiettivo primario degli studi epidemiologici è contribuire all’identificazione delle fonti di rischio presenti sul territorio e collaborare all’organizzazione di appropriate misure di prevenzione. In tal senso, il rapporto, mediante il monitoraggio e l’aggiornamento della distribuzione geografica di zone a rischio, vuole essere uno strumento utile per individuare, regione per regione, le priorità degli interventi di verifica delle fonti di esposizione e di risanamento ambientale, previsti dall’attuale quadro normativo.

Figura 1. Mortalità per tumore della Pleura nelle regioni italiane nel periodo 1988-1997, uomini e donne.
Tassi standardizzati (x100.000) sulla popolazione italiana del 1991.
(f.f. – Redazione Ministerosalute.it – novembre 2002)

amianto respirato

L’amianto che si respira fa male

I rischi dell’amianto. La pericolosità dell’amianto dipende dal grado di libertà delle fibre, ossia dalla capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili; la presenza in sé dell’amianto, infatti, non è necessariamente pericolosa, lo diventa qualora le fibre vengano sprigionate nell’aria, per effetto di qualsiasi sollecitazione (manipolazione/lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di umidità etc.).

Essendo l’asbesto un materiale fibroso e piuttosto friabile, è facile che le piccolissime particelle di cui è costituito (dell’ordine di millesimi di millimetro), una volta inalate, vadano a concentrarsi nei bronchi, negli alveoli polmonari, nella pleura, provocando danni irreversibili ai tessuti.

Per quanto riguarda la pericolosità dovuta all’ingestione dell’amianto, l’OMS ha dichiarato nel documento redatto nel 1994 “Direttive di qualità per l’acqua potabile” che ”non esiste alcuna prova seria che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute” e quindi ”non è stato ritenuto utile stabilire un valore guida fondato su delle considerazioni di natura sanitaria, per la presenza di questa sostanza nell’acqua potabile”.

Gli effetti nocivi che si manifestano a seguito dell’inalazione di amianto sono dovuti all’instaurazione di meccanismi patogenetici di natura irritativa, degenerativa, cancerogena.